Home arrow Amicus arrow Report Conferenza lancio 18 dicembre 2009
BANDO 2010

Link veloci per tutto ciò che attiene al bando di servizio civile nazionale:

Per partecipare al bando presentare in carta semplice e far pervenire all'ente entro il 4 ottobre ore 14.00 curriculum vitae, fotocopia documento di identità, fotocopia titoli di studio ed i seguenti allegati debitamente firmati:

 

18 dicembre 2009 - Conferenza lancio progetto AMICUS

Image“Sostenere progetti transnazionali di servizio civile e volontariato, compresa la ricerca e le attività di sensibilizzazione, nonché il collocamento dei giovani all’interno dell’Unione Europea”: sono le finalità dell’Azione Preparatoria Amicus, un programma della Commissione Europea che sostiene progetti di organismi pubblici ed organizzazioni della società civile la cui attività principale si colloca nell’ambito del servizio civile.

Partecipando a questo bando europeo, la Comunità Papa Giovanni XXIII, attraverso il Servizio Obiezione di Coscienza e Pace, ha visto approvato e cofinanziato il suo progetto, “Civic Service, a Common Good”.

Grazie a questo 14 giovani italiani appositamente selezionati  stanno per partire il prossimo primo marzo, dopo un periodo di formazione residenziale in Italia. Sono 3 i diversi Paesi europei di destinazione: Francia, Grecia e Romania. I ragazzi svolgeranno un periodo di volontariato qualificato presso 4 associazioni partner,  Solidarites Jeunesses, Youth Center of Corithia, Yap Ro e Generatie Tanara.

Obiettivo generale del progetto è sperimentare e contribuire all’elaborazione di un modello istituzionale di servizio civile europeo, come percorso strutturato e qualificato di “difesa della patria” Europa.
Per presentare il progetto e iniziare idealmente le attività è stata svolta a Rimini, lo scorso 18  dicembre, la conferenza di lancio.
ImageDiversi i relatori intervenuti. Ad aprire i lavori una testimonianza d’eccezione, quella di Pietro Pinna, colui che è considerato il primo obiettore di coscienza italiano del dopo guerra (successivamente divenne il più stretto collaboratore di Aldo Capitini, con cui condivise la nascita e lo sviluppo del Movimento Nonviolento, e ancora oggi è una delle figure di riferimento per tutti gli amici della nonviolenza.)
Insieme a lui, i rappresentanti delle associazioni europee partner del progetto, Giovanni Grandi del Servizio Civile Regionale Emilia Romagna, Nicola Lapenta per la Comunità Papa Giovanni XXIII, Emerenziana Pirroni per la Provincia di Rimini.
In platea, oltre a diversi giovani interessati, erano presenti tutti i volontari selezionati dalla Comunità in procinto di iniziare il periodo di servizio.
E, in un silenzio quasi commosso, riecheggiavano le parole dell’ultraottantenne Pinna, a ricordare qualcosa che forse oggi il servizio civile tralascia, l’essere figlio di battaglie in cui molte persone hanno pagato sulla propria pelle la scelta di obiettare per l’assoluta contrarietà alla guerra ed alla violenza. “Non sono il primo obiettore del dopoguerra, come comunemente mi definiscono – esordisce Pinna -, ma sono il primo obiettore “politico”. Prima di me ce ne sono stati almeno altri 2, ma loro hanno obiettato per motivi religiosi. Politico perché nella mia vicenda è stata coinvolta l’opinione pubblica, e questo ha permesso di mettere in luce la responsabilità collettiva, di tutta la comunità, nel dovere di liberare l’umanità dal flagello della guerra. Eravamo nel '48 – continua Pinna - si era appena usciti dalla tragedia della guerra, che aveva segnato in maniera indelebile gli anni della mia adolescenza. Allora non conoscevo i presupposti teorici della nonviolenza. Non avevo letto Gandhi. Semplicemente, avevo vissuto gli orrori delle stragi, dei bombardamenti, e mi ripugnava l'idea di diventare parte di uno strumento, l'esercito, che è essenziale all’azione bellica. L'immagine più rivoltante della guerra che conservo nella mia memoria è quella di una casa sventrata, e cadaveri abbandonati per strada. La guerra è un crimine collettivo, e proprio lì capii che non volevo e potevo sentirmi complice di questo crimine. Nessun motivo poteva indurmi a perpetrare una realtà talmente ignobile. Così rifiutai di servire nell’esercito, e finii in galera, come traditore della patria…”
ImageTra gli altri interventi, Giovanni Grandi ha illustrato le possibilità di servizio civile offerte dalla normativa regionale dell’Emilia Romagna.  Il dott. Grandi ha ricordato quanto disposto dalla legge 130 del 2007, (modifiche alla legge 8 luglio 1998, n. 230, in materia di obiezione di coscienza) che introduce nel nostro ordinamento la possibilità di rinuncia allo status di obiettore di coscienza, prima non consentita, stabilendo che “l’obiettore ammesso al servizio civile, decorsi cinque anni dalla data in cui è stato collocato in congedo secondo le norme previste per il servizio di leva, può rinunciare allo status di obiettore di coscienza presentando apposita dichiarazione irrevocabile presso l’Ufficio nazionale per il servizio civile,” norma questa che crea di fatto una soluzione di discontinuità tra l’obiezione di coscienza e l’attuale servizio civile nazionale, privandolo delle sue naturali radice storiche e motivazionali.
Il dott. Lapenta ha spiegato il senso del cammino, dall’obiezione di coscienza al Servizio Civile Nazionale – della Comunità Papa Giovanni XXIII e il perché della scelta di sperimentazione di un modello europeo attraverso il progetto Amicus.Image
Infine tutti i rappresentanti delle organizzazioni europee partner hanno messo in rilievo l’importanza, per i loro enti, di questa esperienza, volta a “Costruire la pace insieme, attraverso un’esperienza di condivisione e lavoro comune, il cui fine ultimo è proprio l’elaborazione di un modello di servizio civile europeo.
I volontari all’estero saranno impegnati in progetti di solidarietà concreta, che spaziano da campi di lavoro antirazzismo, a centri informagiovani,  a programmi di responsabilità sociale d’azienda e animazione sul territorio in ambiti disagiati. Particolare importanza ha l’aspetto della diffusione di informazioni. Oltre a collaborare alle riviste associative e rispettivi siti internet i volontari saranno affiancati dall’Associazione studenti di giornalismo e comunicazione di Bucarest che svolgerà anche un indagine tra i giovani rumeni per comprendere quale sia il grado di consapevolezza rispetto alle forme di volontariato strutturato.

  
 

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII - Via Mameli, 1 – 47900 Rimini - P.I. 01433850409